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Volevo postarlo domani sera, ma siccome domani vado dall’oculista e temo proprio che mi metterà le famose gocce che mi impediranno di mettere a fuoco qualsiasi cosa, ecco un piccolo estratto. Giovedì è vicinissimo!

«La prossima…», richiama la nostra attenzione il docente, dopo che Giada si è accomodata in prima fila accanto alla sua collega di supplizio. Ops, volevo dire progetto.
Con gli occhi faccio segno ad Alessandra di andare per prima. La osservo mentre sorride ad Antonio, lo studente dalle spesse lenti con cui farà coppia. Lui pare imbarazzato oltre l’inverosimile, ma contraccambia in modo goffo l’espressione sorridente della mia amica, spostando la giacca per farle posto accanto.
Visto, Lavinia? Non c’è niente di cui preoccuparsi. Ognuno di noi è strano a modo suo, qui non morde nessuno…
«E, andando per esclusione, lei deve essere Lavinia Ferrari». Il professore si volta verso di me, dopo aver tirato con decisione una riga sull’ultimo nome che gli rimaneva in lista.
«Esatto», confermo.
«Bene, lei è in squadra con Sebastiano Marconi. Signor Marconi, potrebbe gentilmente alzare la mano?».
Passano dei lunghi secondi che spero mi sembrino tali solo a causa del mio nervosismo, ma sono comunque pesanti e incidono non poco sulla mia psiche. Forse questo tizio non esiste nemmeno… Come lo avevo definito ieri? Un fantasma. Appunto.
«Signor Marconi, è forse sordo? Guardi che la posso vedere, anche se si è nascosto in fondo», gli si rivolge con tono di sfida il suo professore.
Tutti gli occhi dei presenti si voltano in direzione dell’ultima fila, dove siede un solo ragazzo con la testa china su un libro. Senza mai alzare il volto dal tavolo, solleva con tutta la calma del mondo il braccio sinistro. E senza emettere un suono.
Deglutisco sonoramente: ok, Sebastiano Marconi pare esistere ed è mancino. Ma perché non ci guarda? Ha qualcosa che non va?
«Grazie, signor Marconi», risponde sarcastico il suo docente.
«Prego Ferrari, si accomodi».
Accomodarmi? No, non prima di essere stata rassicurata in qualche modo. In qualsiasi modo! E infatti rimango con i miei piedi ben piantati per terra, a fissare con espressione eloquente il professore.
«Il signor Marconi non morde», prova a convincermi. «Almeno, non che io sappia», aggiunge a tradimento.
Qui dentro devono avere tutti uno stranissimo senso dell’umorismo.

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9 thoughts on “;-)

  1. okokokok stasera avrò il tuo libro in mano!
    keep very very calm!!
    ho già in tasca la mia tesserina della Mondadori, pronta all’uso!!

    can’t wait!

    Vale

  2. Ciao Anna,
    l’ho finito in 2 sere….romantico, brillante, divertente.
    Il fatto è che è così divertente in alcuni punti che sono scoppiata a ridere da sola e mio marito mi ha guardata come se avessi qualche rotella fuori posto…
    Mi ha fatto tornare indietro di qualche anno ai tempi dell’università! Dopo una giornata di lavoro è proprio quello che ci vuole.
    Grazie
    buona serata,
    Manuela

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