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Le giornate cupe come quella odierna

Chi fa il mio genere di lavoro, a stretto contatto con i mercati finanziari, passa buona parte della giornata a seguire tutto quello che accade nel mondo. E’ un flusso costante di dati, di notizie, di eventi che ti passano davanti agli occhi senza sosta. Sono solo brevi righe, ma mai come oggi quelle righe  mi hanno fatto riflettere.
Io ero ancora all’università il giorno in cui si verificò l’11 settembre, ma sono stata invece direttamente presente sul desk operativo quando ci fu l’attentato in Spagna, a Londra e così via. E’ ormai una triste sequenze di eventi. Il dramma è che i mercati, che all’inizio reagivano con forti shock negativi della durata di qualche giorno, hanno imparato prima di noi che episodi simili sono ormai una costante. Quindi, la scarsa reazione negativa di oggi non è altro che l’espressione di una statistica che non depone granché a nostro favore.
Per la serie, è normale. Niente per cui perdere le staffe.
C’è chi definisce la finanza cinica e chi meramente realista. In ogni caso, spero con tutta me stessa che si possa tornare a un mondo dove un evento così catastrofico come quello verificatosi a Bruxelles non sia invece qualcosa di tristemente prevedibile e in qualche modo scontato nei numeri.
Dopo più di dieci anni di nefasta realtà, mi piacerebbe che a non sorprendere fossero solo notizie positive.
Basta spargimento inutile di sangue.
E’ ora di cambiare una volta per tutte.

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